Al via il fondo di garanzia assicurativo dei rami vita

Nella finanziaria 2024 è stato introdotto la costituzione del Fondo di garanzia assicurativo per il ramo vita e l'obbligo per le imprese assicurative e per gli intermediari di parteciparvi.

Sarà stato per la recente vicenda di Eurovita che ha fatto crollare gli equilibri e la convinzione di tutti che una compagnia vita non potesse entrare in difficoltà finanziarie, ma le Istituzioni, per scongiurane il ripetersi, oramai lo hanno decretato e l’istituzione del fondo di garanzia dovrebbe risolvere il problema.

Il nuovo “Fondo” è un organismo associativo istituito a tutela delle “prestazioni protette”, vale a dire i diritti di credito spettanti ai contraenti o ai beneficiari di polizze di assicurazione sulla vita a titolo di indennizzo, restituzione del capitale, pagamento di una rendita o altro titolo, cui aderiscono Imprese di assicurazione e intermediari iscritti al RUI qualora l’importo dei premi annui, raccolti o intermediati nei rami vita, sia pari o superiore a 50 milioni di euro (articoli 274-bis, 274-ter).

Il Fondo – come previsto all’articolo 274-sexies – interviene a garanzia delle prestazioni protette in caso di:

1) liquidazione coatta amministrativa delle Imprese aderenti;

2) se previsto dallo Statuto, in caso di cessioni di:

  • attività
  • passività
  • aziende
  • rami d’azienda
  • beni e rapporti giuridici in blocco

3) se previsto dallo Statuto, in caso di situazioni di crisi di imprese di assicurazione aderenti che potrebbero determinarne l’assoggettamento a liquidazione coatta amministrativa. In questo caso l’intervento del Fondo non può superare il costo che sarebbe chiamato ragionevolmente a sostenere per la garanzia delle prestazioni protette.

Il mancato pagamento dei contributi dovuti per l’adesione al Fondo comporta, per le compagnie, la revoca dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività assicurativa nei rami vita e, per gli intermediari, la cancellazione dal RUI (art. 274-decies).

A quanto ammonta il massimale di garanzia?

Il massimale previsto per ciascuna liquidazione di prestazione protetta non può eccedere l’importo di 100.000 euro, calcolato tenendo conto di eventuali pluralità di soggetti che concorrono al risarcimento (articolo 274-septies).

Quando il limite al massimale non opera?

Tale limite non opera nei casi di cui all’articolo 1, comma 1, lettera ss-bis), numeri 2, 3, 4 e 5 CAP:

  1. contratti assicurativi vita, qualora le prestazioni previste dal contratto siano dovute soltanto in caso di decesso o per incapacità dovuta a lesione, malattia o disabilità;
  2. prodotti pensionistici che, ai sensi del diritto nazionale, sono riconosciuti come aventi lo scopo precipuo di offrire all’investitore un reddito durante la pensione e che consentono all’investitore di godere di determinati vantaggi;
  3. regimi pensionistici aziendali o professionali ufficialmente riconosciuti che rientrano nell’ambito di applicazione della direttiva 2003/41/CE o della direttiva 2009/138/CE;
  4. singoli prodotti pensionistici per i quali il diritto nazionale richiede un contributo finanziario del datore di lavoro e nei quali il lavoratore o il datore di lavoro non può scegliere il fornitore o il prodotto pensionistico.

Quali saranno le modalità operative del fondo?

Le Imprese aderenti che versano nelle condizioni previste per ricorrere al Fondo dovranno trasmettere le informazioni rilevanti per l’attivazione della garanzia (art. 274-octies). Lo Statuto del Fondo è approvato dall’IVASS che vigila sul rispetto delle norme in questione e può emanare disposizioni attuative in materia di contribuzione (art. 274-novies).

Chi volesse leggere il testo integrale della legge :

Legge bilancio 2024 fondo di garanzia vita

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