Legge Gelli – il regolamento sui requisiti minimi delle polizze è stato pubblicato. Cosa cambia?

Entro il 16/03/2026 le imprese assicurative dovranno adeguare le polizze delle strutture sanitarie e degli operatori sanitari ai nuovi requisiti previsti dal regolamento attuativo (decreto 15/12/2023 n 232) della Legge Gelli,

Il regolamento ha fissato i requisiti minimi che debbono avere le polizze assicurative delle strutture sanitarie e dei medici e degli operatori sanitari.

Tali requisiti riguardano:

 

  1. L’oggetto della garanzia assicurativa
  2. I massimali minimi
  3. L’efficacia temporale
  4. Il diritto di recesso dell’assicuratore
  5. Gli obblighi di pubblicità e trasparenza in capo alle strutture e agli esercenti le professioni sanitarie
  6. Le Eccezioni opponibili

 

In questo articolo si da evidenza del testo di legge mettendone in luce i punti chiave.

 

1. L’oggetto della garanzia assicurativa

 

Cosa deve coprire la polizza?

 

A. La struttura sanitaria

(in riferimento all’art 10 comma 1 della Legge Gelli)

“l’assicuratore, si obbliga a tenere indenne la struttura dai rischi derivanti dalla sua attività per la copertura della responsabilità contrattuale di quanto sia tenuta a pagare a titolo di risarcimento per danni patrimoniali e non patrimoniali (capitale, interessi e spese) cagionati a terzi e prestatori d’opera dal personale operante a qualunque titolo presso la stessa, compresi coloro che svolgono attività di formazione, aggiornamento, sperimentazione e ricerca clinica, ed estesa alle prestazioni sanitarie svolte nell’ambito di attività di sperimentazione e ricerca clinica ovvero in regime di convenzione con il Servizio sanitario nazionale nonché attraverso la telemedicina.

Le coperture di cui all’articolo 10, comma 1, della Legge includono altresì la copertura della responsabilità extracontrattuale degli esercenti la professione sanitaria per prestazioni sanitarie svolte in regime di libera professione intramuraria ed anche se scelti dal paziente ed ancorché non dipendenti della struttura, della cui opera la struttura si avvale per l’adempimento della propria obbligazione con il paziente”

 

B. L’esercente la professione sanitaria

che svolga la propria attività (riferimento all’art 10 comma 2 della Legge Gelli):

– al di fuori di una delle strutture sanitarie (art 10 comma 1 della legge Gelli) o

– che presti la sua opera all’interno della stessa in regime libero‐professionale ovvero

– che si avvalga della stessa nell’adempimento della propria obbligazione contrattuale assunta con il paziente.

 

“l’assicuratore si obbliga a tenere indenne l’esercente attività libero professionale, in adempimento di un’obbligazione contrattuale direttamente assunta con il paziente, per i danni colposamente cagionati a terzi.”

 

 

C. L’esercente la professione sanitaria operante a qualunque titolo in strutture sanitarie o sociosanitarie pubbliche o private

provvede alla stipula, con oneri a proprio carico, di un’adeguata polizza di assicurazione per colpa grave (riferimento all’art 10 comma 3 della Legge Gelli).

 

“l’assicuratore si obbliga a tenere indenne l’esercente la professione sanitaria presso la struttura, a qualunque titolo, per tutte le azioni di responsabilità amministrativa, rivalsa o surroga esercitate nei suoi confronti ai sensi e per gli effetti dell’articolo 9, commi 5 e 6 della Legge e, in caso di azione diretta del danneggiato nei confronti dell’assicuratore, ai sensi dell’articolo 12, comma 3 della Legge, ferme le limitazioni dell’articolo 13 della Legge.”

 

 

Quali altre garanzie debbono avere le polizze?

 

 

  • La responsabilità solidale

In caso di responsabilità solidale dell’assicurato l’assicurazione deve prevedere la copertura della responsabilità per l’intero, salvo il diritto di surrogazione nel diritto di regresso nei confronti dei condebitori solidali.

 

  • Il bonus malus

Ad ogni scadenza contrattuale, previo preavviso di almeno 90 giorni, per le coperture di cui ai commi 1, 2 e 3 è prevista la variazione in aumento o in diminuzione del premio di tariffa in vigore all’atto della nuova stipula o del rinnovo, in relazione al verificarsi o meno di sinistri nel corso della durata contrattuale, avendo specifico riferimento alla tipologia e al numero di sinistri chiusi con accoglimento della richiesta. È inoltre prevista la variazione in diminuzione in relazione alle azioni intraprese per la gestione del rischio e di analisi sistemica degli incidenti. Le variazioni del premio di tariffa devono essere in ogni caso coerenti e proporzionate alla variazione dei parametri adottati per la definizione del premio stesso, anche tenuto conto del fabbisogno finanziario delle imprese assicuratrici.

 

Entro 24 mesi dal termine di cui all’articolo 18, comma 2, l’IVASS, nell’ambito delle funzioni di vigilanza di cui all’articolo 5 del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, monitora gli effetti sull’andamento dei premi in ragione dei principi di cui al comma 7 e comunica le risultanze al Ministero delle imprese e del made in Italy che potrà adottare nei successivi 12 mesi misure correttive ai fini della completa applicabilità del comma 7.

 

2. Massimali minimi di garanzia

 

Strutture sanitarie

 

a) Per le strutture ambulatoriali

che non eseguono prestazioni erogabili solo in ambulatori protetti, ossia ambulatori situati nell’ambito di istituti di ricovero e cura ai sensi del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 12 gennaio 2017, ivi compresi i laboratori di analisi:

 

  • Massimale non inferiore ad € 1.000.000,00 per sinistro e €3.000.000 per anno

 

b) Per le strutture che non svolgono attività chirurgica, ortopedica, anestesiologica e parto,

ivi comprese le strutture socio sanitarie residenziali e semi residenziali, nonché per le strutture ambulatoriali che eseguono prestazioni erogabili solo in ambulatori protetti, ossia ambulatori situati nell’ambito di istituti di ricovero e cura aisensi del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 12 gennaio 2017 o attività odontoiatrica e per le strutture socio-sanitarie:

 

  • Massimale non inferiore a € 2.000.000,00 per sinistro e € 6.000.000 per anno;

 

c) per le strutture che svolgono anche attività chirurgica, ortopedica, anestesiologica e parto:

 

  • Massimale non inferiore a € 5.000.000,00 per sinistro e € 15.000.000 per anno

 

d) per i sinistri di cui all’ultimo periodo dell’articolo 1, comma 1, lettera o) :

  • massimale per sinistro e per anno non inferiore al triplo del massimale per sinistro di cui alle lettere a)

 

Per tutte le strutture, il massimale di RCO la responsabilità civile verso prestatori di lavoro deve essere minimo di € 2.000.000

 

Esercenti la professione sanitaria

che svolgano la propria attività (riferimento all’art 10 comma 2 della Legge Gelli):

– al di fuori di una delle strutture sanitarie (art 10 comma 1 della legge Gelli) o

– che prestino la loro opera all’interno della stessa in regime libero‐professionale ovvero

– che si avvalgano della stessa nell’adempimento della propria obbligazione contrattuale assunta con il paziente.

 

a) che non svolgono attività chirurgica, ortopedica, anestesiologica e parto:

  • massimale non inferiore a € 1.000.000,00 per sinistro e € 3.000.000 per anno;

 

 b) che svolgono anche attività chirurgica, ortopedica, anestesiologica e parto:

  • massimale non inferiore a € 2.000.000,00 per sinistro e € 6.000.000 per anno

 

c) per i sinistri di cui all’ultimo periodo dell’articolo 1, comma 1, lettera o) :

  • massimale per sinistro e per anno non inferiore al triplo del massimale per sinistro di cui alle lettere a) e b), indipendentemente dal numero dei danneggiati

 

3. Efficacia della garanzia

 

La polizza è prestata nella forma Claims made e deve prevedere una:

Retroattività di 10 anni

In caso di rinnovo la garanzia assicurativa opera fin dalla decorrenza della prima polizza (forse volevano dire dalla data di retroattività della prima polizza?)

Postuma di 10 anni

Nel caso di cessazione definitiva per qualsiasi causa dell’attività dell’esercente la professione sanitaria la polizza deve prevedere una Postuma per 10 anni non soggetta a disdetta ed estesa anche agli eredi. (a pagamento o no?)

Termine per l’avviso di sinistro 30 giorni. L’assicurato deve darne avviso all’assicuratore entro 30 giorni da quello in cui la richiesta è pervenuta o l’assicurato ne ha avuta conoscenza.

 

4 Diritto di recesso

L’assicuratore non può esercitare il diritto di recesso dal contratto a seguito della denuncia del sinistro o del suo risarcimento in vigenza della polizza e nel periodo di ultrattività della stessa.

Solo in caso di reiterata condotta gravemente colposa dell’esercente la professione sanitaria per più di un sinistro, accertata con sentenza definitiva che abbia comportato il pagamento di un risarcimento del danno

 

5. Obbligo di Pubblicità e trasparenza

 

Le strutture rendono nota, mediante pubblicazione nel proprio sito internet, la denominazione dell’impresa che presta la copertura assicurativa della responsabilità civile verso i terzi e verso i prestatori d’opera indicando per esteso i contratti, le clausole assicurative ovvero le altre analoghe misure che determinano la copertura assicurativa (dall’articolo 10, comma 4 della Legge).

L’esercente la professione sanitaria deve rendere noti al cliente, al momento dell’assunzione dell’incarico, gli estremi della polizza stipulata per la responsabilità professionale e il relativo massimale (riferimento preso dall’articolo 3, comma 5, lettera e) del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148)

Le strutture rendono disponibili, mediante pubblicazione sul proprio sito internet, i dati relativi a tutti i risarcimenti liquidati nell’ultimo quinquennio, relativi a lesioni personali, decessi, violazioni della disciplina in materia di trattamento dei dati personali, violazioni del consenso legati all’esercizio dell’attività di prevenzione, diagnosi, cura, assistenza e riabilitazione, ricerca scientifica, formazione e ogni altra attività connessa all’esercizio di una professione sanitaria, verificati nell’ambito dell’esercizio delle attività della funzione di risk management di cui all’articolo 15, prevista dall’articolo 1, comma 539 della legge 28 dicembre 2015, n. 208.

 

6. Eccezioni opponibili

Sono opponibili al danneggiato, previa sottoscrizione di clausola contrattuale da approvare specificamente per iscritto, le seguenti eccezioni:

a) i fatti dannosi derivanti dallo svolgimento di attività che non sono oggetto della copertura assicurativa;

b) fatti generatori di responsabilità verificatisi e le richieste di risarcimento presentate al di fuori dei periodi di copertura

c) le limitazioni del contratto assicurativo di cui all’articolo 1, comma 1, lettere q) ed r) – ovvero la franchigia e la Self Insurance Retention

con riferimento alle coperture assicurative di cui al comma 1 dell’articolo 10 della Legge – ovvero alle strutture sanitarie .

d) il mancato pagamento del premio.

2. Resta fermo quanto previsto dall’articolo 38 -bis del decreto-legge 6 novembre 2021, n. 152, convertito con modificazioni, dalla legge 29 dicembre 2021, n. 233.

 

La definizione di sinistro

Il decreto dà una serie di definizioni. E’ utile capire la definizione che viene data di sinistro nel testo di legge:

E’ un sinistro:

1) la richiesta di risarcimento danni per i quali è prestata l’assicurazione (criterio c.d. « claims made ») ossia qualsiasi formale richiesta scritta avanzata per la prima volta da terzi in vigenza di polizza o durante il periodo di ultrattività di cui all’articolo 5, comma 2, nei confronti dell’assicurato (o, nel caso di azione diretta, nei confronti dell’assicuratore), per il risarcimento dei danni subiti come conseguenza della sua attività;

2) la citazione dell’assicurato in veste di responsabile civile in un procedimento penale a fronte della costituzione di parte civile da parte del danneggiato.

In caso di polizza di cui all’articolo 10, comma 3, della Legge, il sinistro (ovvero la polizza di colpa grave) è costituito dall’esercizio dell’azione di responsabilità amministrativa, di rivalsa o surroga previste dagli articoli 9, commi 5 e 6, e 12, comma 3, della Legge.

In questi casi, costituisce sinistro anche

3) il ricevimento dell’invito a dedurre da parte del pubblico ministero presso la Corte dei Conti,

4) nonché, per la rivalsa civilistica delle strutture sanitarie, la richiesta scritta avanzata per la prima volta dalla struttura in vigenza di polizza nei confronti dell’assicurato, con la quale è ritenuto responsabile per colpa grave a seguito di sentenza passata in giudicato.

E’ importante sottolineare che

Fatti diversi da quelli elencati non costituiscono sinistro, ivi inclusa la richiesta della cartella clinica, l’esecuzione del riscontro autoptico/autopsia giudiziaria/autopsia di cui al D.P.R. 10 settembre 1990, n. 285, la querela e l’avviso di garanzia.

Più richieste di risarcimento presentate all’assicurato o all’assicuratore o alla struttura in conseguenza di una pluralità di eventi riconducibili
allo stesso atto, errore od omissione, oppure a più atti, errori od omissioni riconducibili ad una stessa causa, rappresentano nella formula claims made altrettanti sinistri quanti sono gli eventi (nel primo caso) o gli atti, errori od omissioni (nel secondo caso);

 

Conclusioni

La lettura del decreto non è molto agevole e ci sono alcuni punti oscuri che sicuramente necessiteranno di essere sviscerati nel futuro. Per esempio se la definizione di sinistro è tassativa un medico che ha ricevuto un avviso di garanzia sarà libero di cambiare assicuratore ? E il nuovo assicuratore come si cautelerà per prevenire che fatti noti prima della stipula possano essere messi in garanzia?

 

Leggi il testo intero Decreto Ministeriale 15-12-2023 G.U. 1 marzo 2024, n. 151 anno 165

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